Imparare lo spagnolo, le differenze linguistiche nei vari Paesi

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Differenze dello spagnolo
Lo spagnolo è una delle lingue più parlate al mondo, con un numero di madrelingua altissimo. Parlato, oltre che in Spagna, in quasi tutta l’America del Sud, si tratta di un idioma non così difficile da comprendere per coloro i quali parlano una lingua romanza. Sebbene abbia la stessa derivazione dell’italiano, del francese, del portoghese e del rumeno, l’evoluzione linguistica ha complicato un po’ le cose rendendo l’apprendimento dello spagnolo un po’ più complesso. Se a livello grammaticale sono minori le differenze in quanto la struttura è la medesima, quando veniamo al lessico, le differenze nei vari Paesi sono numerose.
Alle volte, un madrelingua spagnolo del Portorico potrebbe avere difficoltà a comprendere un madrelingua spagnolo nato in Spagna. Chiaramente parliamo di fattori che non rappresentano un vero limite a una conversazione ipotetica, ma di parole utilizzate nel quotidiano o espressioni tipiche di una nazione o di una zona ristretta di un Paese. Attenzione però, non si parla di gergo o di modi di dire.

La varietà linguistica
Parlare la stessa lingua non garantisce la totale comprensione, in particolare quando si tratta di unmadrelingua spagnolo impegnato in una conversazione con un altro. Lo spagnolo dell’America latina varia anche da Paese a Paese, complicando le cose. La dominazione spagnola, lo sviluppo delle varie società e l’influsso delle popolazioni native, ha generato una grande varietà linguistica all’interno dello stesso idioma. Questo minestrone, per gli appassionati e per i linguisti, rappresenta una fonte di estrema ricchezza e curiosità.

Castigliano di Spagna e dell’America del Sud
La differenza tra il castigliano di Spagna e dell’America del Sud si declina in svariati modi: a partire dal lessico per terminare a accento e pronuncia. Non esiste un madrelingua spagnolo per eccellenza, in quando ogni nativo riscontra delle caratteristiche proprie della ‘variante’ di questo idioma tipiche del proprio Paese. Ogni piccola differenza linguistica, che sia verbale o di pronuncia, ha ragion d’essere ed è oggetto di studio da parte dei linguisti. La varietà non costituisce un limite al momento di viaggiare nei vari Paesi in cui si parla spagnolo, può essere invece un modo per scoprire vari elementi della cultura e per ampliare la conoscenza della lingua.

Le differenze linguistiche
Le differenze  linguistiche più evidenti a livello grammaticale sono relative alla forma di cortesia utilizzata in Spagna, paragonabile al dare del ‘Lei’ in Italia. La differenza tra ‘tù’, e ‘Usted’ e ‘Vosotros’ e ‘Ustedes’ al plurale, non la ritroviamo in America Latina, dove un qualunque madrelingua spagnolo utilizza in maniera indistinta l’’Ustedes’. In quest’ambito rientra anche l’uso del ‘vos’ in Sudamerica, considerato il alcune zone una forma di rispetto, in altre uno slang di strada da non utilizzare per iscritto. Altra caratteristica che varia, forse la più evidente, almeno ai più attenti, è la pronuncia. In Spagna ‘c’ e ‘z’ si pronunciano quasi come fossero ‘th’ in inglese, con l’utilizzo della lingua che va a quasi a toccare i denti. In America del Sud ciò non avviene e questi suoni sono molto simili alla nostra ‘s’. Altra eccezione per Argentina e Uruguay in cui i suoni ‘ll’ e ‘y’ sono pronunciati come la nostra ‘sc’ nella parola sciare.

 

 

 

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