I Luoghi dell’Immaginario di Enrico Savi

di Lorenzo Commenta

Si inaugura oggi, sabato 24 ottobre, Luoghi dell’Immaginario, mostra di fotografie di Enrico Savi al SALe, Spazi d’Arte Legnano. Il giovane artista nato a Milano nel 1976 presenta diciotto fotografie che seguono tre temi principali: Alberi, Cantieri, De-costruzioni.

I lavori di Enrico Savi provengono da una ricerca fatta in fase di scatto, di produzione dell’immagine. Grazie all’utilizzo di una speciale macchina fotografica in plastica, Holga, Savi sovrappone più immagini su di uno stesso fotogramma.

Le sue fotografie non conoscono alcun tipo di postproduzione, differenti porzioni del visibile si sovrappongono creando effetti di rilievo e bidimensionalità, in una una sorta di incerto processo di straniamento in cui lo spettatore è immerso.

Ne esce una realtà scandagliata da diverse angolature che riflette le sue parti e rivela tratti ulteriori del suo tessuto percettivo. Un lavoro fortemente visionario che sfrutta al massimo le potenzialità del bianco e nero.

La tecnica compositiva si basa interamente sull’uso della Holga 120 GCF, la  macchina fotografica economi prodotta in Cina dal 1982 e definita anche ‘macchina giocattolo’ (toy camera), che utilizza pellicole formato 120mm.

Col tempo l’utilizzo della Holga si è diffuso in Occidente tra chi praticava fotografia creativa, trasformando i suoi difetti tecnici in un vero e proprio marchio stilistico con cui giocare.

Ecco che i Luoghi dell’Immaginario di Enrico Savi conducono il visitatore nel territorio del sogno, ma lo fanno con la lucidità della fotografia in presa diretta, dello scatto artigianale, non modificato, dei siti di cui documentano l’esistenza.

La mostra è a cura di Flavio Arensi e Laura Luppi, che insieme a Flavio Albanese (Domus) e  Italo Zannier (critico di fotografia) hanno firmato i testi del catalogo in edizioni Allemandi.

Sarà visitabile fino al 10 gennaio 2010 e si svolgerà in contemporanea con altre due mostre agli Spazi D’Arte Legnano. Quella del pittore cileno Sebastian Matta L’entrée est à la sortie e quella di Aligi Sassu, Uomini Rossi.

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