Claudio Abate omaggia Gino De Dominicis con “Scatti ritrovati”

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Un omaggio ad un artista, Gino De Dominicis, controverso ma geniale che si è interessato alla pittura, alla scultura e persino alla fotografia e che, con le più diverse tecniche espressive, ha lasciato un contributo immortale nel campo dell’arte. Con la mostra “Scatti ritrovati”, Claudio Abate, lo vuole raccontare e, fino al prossimo 24 settembre, sarà possibile visitare l’installazione presso gli spazi dell’Associazione Mara Cocci Arte Contemporanea, a Roma.

Il fotografo della capitale, è figlio di un pittore amico di De Chirico, è da sempre è stato abituato a convivere con gli artisti e i loro geni creativi, diventando lui stesso un apprezzato professionista. Gli scatti in questioni, sono quattordici e la maggior parte sono inediti. Tutti mettono in luce un personaggio particolare, in grado di sorprendere ma anche di attirare, amato e criticato, ma anche per questo unico. Le opere di De Dominicis sono state riprese da Abate, quelle stesse che poi di soluto dopo aver realizzato, distruggeva.

Una delle caratteristiche peculiari del genio anconetano, infatti, era proprio quello di liberare la sua vena artistica, creare dei capolavori e poi, improvvisamente, decidere che doveva eliminarli e farli sparire dagli occhi degli altri e dai suoi. Questo suo modo di fare brusco nonostante meritasse di essere al centro dell’attenzione per la bravura mostrata, lo ha reso noto e ha fatto si che intorno a lui aleggiasse un mistero leggendario. La nota negativa è che tutt’ora è ricordato più per le sue provocazioni, che per l’arte innata che possedeva. Tra le opere maggiormente importanti non si può dimenticare il ragazzo down seduto a fissare un cubo invisibile a una biennale di Venezia, che scandalizzò e gli fece pagare l’azzardo con molte critiche feroci. Il fotografo romano, invece, vuole riabilitare la sua figura che comunque non ha bisogno di molte presentazioni. Prima di gridare allo scandalo, insomma, vuole che si guardo l’io di un uomo che ha trovato tante forme d’espressione alternative, per esprimere il suo immenso mondo interiore.

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