Il sistema Android era nato per le fotocamere digitali

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L’uso di Android all’inizio era differente rispetto a quello che poi era diventato, almeno secondo quanto riferisce Andy Rubin che abbandonata la leadership del prodotto, conferma che era stato studiato in particolare per le fotocamere digitali. Gli smartphone, insomma, non erano all’inizio i diretti fruitori della piattaforma leader nel mondo della telefonia mobile. E’ successo, invece, esattamente il contrario e nelle macchine fotografiche il suo arrivo è stato successivo. In questo modo, come del resto molti utenti ormai si aspettavano da tempo, è stata presentata la Samsung Galaxy Camera e ancor prima la Nikon Coolpix S800C. In ogni caso, l’impatto è stato forte ed ha incuriosito anche chi di tecnologia e fotocamere non si interessa. Sono stati acquistati sin da subito dunque i dispositivi in grado di collegarsi a internet, su rete 3G o WiFi, di scattare foto e di caricarle in tempo reale su Facebook. Il tutto magari dopo averle modificate con i filtri di Instagram. Se però vogliamo scoprire davvero come dovrebbero essere andate le cose, doveva arrivare prima la camera e poi il telefono per Android.  Il sistema operativo mobile di Google, infatti, non era nato per gli smartphone ma per fotocamere intelligenti. Queste dovevano connettersi a un computer, sincronizzarsi in automatico e avere funzionalità avanzate. Che cosa ha modificato il principio? Certamente questioni commerciali. In ogni modo, il successo è stato per entrambi i casi e come si sa è letteralmente esploso sugli smartphone e poi sulle fotocamere. In questo senso, la Galaxy Camera di Samsung è solo un esempio. Presto la diffusione potrebbe essere capillare. Uno dei motivi del successo prossimo o dell’insuccesso, potrebbe riguardare il prezzo. Al momento più di 400 euro, sono considerati troppi per una  fotocamera digitale. Sarà vero? Magari arriveranno prodotti low cost dalle medesime funzionalità. Staremo a vedere, intanto la rivoluzione è iniziata da tempo.

 

 

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