Addio a Felice Quinto, il fotografo de la Dolce Vita di Fellini

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Il 17 gennaio scorso ci ha lasciati il paparazzo più famoso degli anni Sessanta, Felice Quinto, grande amico di Fellini che si ispirò proprio a lui per il personaggio del paparazzo de La Dolce Vita.

E’ stato un cacciatore di star di Via Veneto quando Roma era proprio il simbolo della Dolce Vita. E grazie al film di Fellini il termine paparazzo si è diffuso in tutto il mondo rimanendo ancora oggi un termine utilizzato quotidianamente. Il fotografo scandalistico nel film era interpretato da Walter Santesso.

Dopo il film e il successo planetario si era trasferito negli Stati Uniti a seguito del matrimonio con un’americana, un’insegnante di liceo. Diventà fotografo dell’Associated Press e fotografò il funerale di John F. Kennedy.

Lavorò a Manhattan per lo Studio 54 e poi fu reclutato come fotografo personale di Elizabeth Taylor. Negli Stati Uniti era conosciuto con il nome di King of Paparazzi.

Il Waschington Post ha dato notizia della sua morte solo negli scorsi giorni. Si sa che aveva 80 anni ed è morto di polmonite. Da tempo ormai si era stabilito in Virginia per condurre una vita tranquilla lontano dalla mondanità e dal caos delle grandi città. Aveva scelto una vita ritirata e pare che i suoi vicini di casa ignorassero il suo passato da cacciatore di vip.

Lo ricordiamo in sella alla sua moto Guzzi mentre fa amicizia con Fellini che gli spiega che la definizione di paparazzo è “uno che ti vuole rompere le palle”. Proprio così aveva rievocato l’amicizia alcuni anni fa e raccontato anche di come inseguiva Anita Ekberg, la protagonista della Dolce Vita e del famoso bagno nella Fontana di Trevi, cercando scoop sulla sua vita sentimentale. Ricorda con affetto quel periodo che definisce addirittura favoloso.

Al Washington Post, che lo aveva intervistato anni fa aveva raccontato della sua nuova vita e dell’anonimato che la contraddistingueva «Come si può andare da uno dei miei vicini qui a Kardwright Court e fargli vedere un film di Fellini? Come fai tenerlo lì per due ore e mezzo? Uno parla solo della sua pensione, l’altro, se gli dai una birra, è contento».

Fonte: Repubblica / Leggo

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