Tiziano Terzani: la mostra fotografica a Roma

di Francesca Spanò Commenta

Un centinaio di foto per raccontare di viaggi particolari e indimenticabili. Tiziano Terzani presenta la mostra “Tiziano Terzani. Clic! 30 anni in Asia”. Fino al prossimo 29 maggio 2011 le sale del Palazzo Incontro a Roma ospitano l’evento per il quale è previsto un grande afflusso di pubblico. Nel corso dell’allestimento, si potranno ammirare pure degli scatti inediti, dedicati al regno del Mustang.Si tratta di una testimonianza fondamentale di luoghi ancora molto poco conosciuti che il fotografo presenta proprio attraverso le istantanee, in un linguaggio silenzioso ma estremamente intenso.

Un filo conduttore che riguarda un susseguirsi di storie, di paesaggi lontani, tra volti segnati e in stili di vita nuovi. Suggestioni ed emozioni si mischiano in luoghi come Cina, Vietman, Giappone, Filippine e India. Shoot fotografici genuini e senza alcuna elaborazione, ma ugualmente di grandissimo effetto.

La mostra Tiziano Terzani. Clic! 30 anni in Asia è curata da Folco Terzani, figlio di Tiziano e il materiale è stato altamente selezionato in un susseguirsi di eleganti bianco e nero sulle orme di Terzani. Una iniziativa che è un perfetto proseguimento dei libri di Terzani: un percorso che aiuta a completare il quadro dei viaggi e dei reportage di Tiziano. La mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 09.00 alle ore 21.00, presso Palazzo Incontro, in via Dei Prefetti, 22 a Roma.L’interessante struttura è rimasta chiusa per quasi trent’anni, prima di ritrovare l’antico splendore con una imponente opera di restauro che ha portato al recupero dell’intero stabile. Oggi è usata per iniziative culturali, artistiche, sociali e istituzionali di carattere nazionale ed internazionale. Grazie a tali lavori è nato anche Fandango Incontro, il Caffè letterario con annessa la libreria collocati al piano terra con il rinnovamento degli spazi espositivi nei due piani superiori. Gran parte delle foto di Tiziano Terzani dedicate all’Asia sono state realizzate come corrispondente del settimanale tedesco Der Spiegel. In quel periodo usava il linguaggio fotografico per lasciar scaturire forti emozioni: un lavoro perfettamente riuscito.

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