Hasselblad Stellar, ecco il frutto della partnership con Sony

di Valentina Cervelli Commenta

Dopo tanti rumors in rete eccola presentata ufficialmente attraverso un comunicato stampa dal suo produttore: parliamo della Hasselblad Stellar, il frutto della partnership dell’azienda con la Sony. Una compatta da circa 1500 euro. Ma ci chiediamo: ci soddisfa realmente?

Un prezzo di livello per una macchina compatta che era abbastanza attesa da tutti ma che alla fine non porta nulla di eccessivamente differente rispetto ad una Sony RX100, palesemente utilizzata come “modello” di lavoro. La Hasselblad non si è mai discostata troppo dalla sua fascia di mercato, basata sul formato medio e questo è uno dei motivi per i quali la Stellar ha attirato così tanto l’attenzione. Il modello ha disatteso le speranze dei consumatori? Questo non può essere detto, sebbene sia palese che si si aspettava qualcosa di più da un dispositivo frutto di una interessante collaborazione.

Scorrendo le caratteristiche tecniche infatti ci si rende conto che la Hasselblad Stellar non è altro che una rivisitazione, molto elegante a dire il vero di una Sony RX100 . Le caratteristiche sono infatti congruenti: stesso sensore CMOS da 1″ e 20.2 megapixel, stesso zoom firmato dalla Zeiss dalla focale equivalente al full frame pari a 28-100mm. Insomma, niente di nuovo sotto questo sole se non la scelta di un marchio come quello della Hasselblad di deviare un tantino dalla “retta via”.

L’aspetto è caratterizzato da loghi del brand posti sulla parte frontale e sulla calotta superiore, e da impugnature in legno di padouk, ulivo, mogano, noce e fibra di carbonio che potranno essere personalizzate al momento dell’acquisto, per possedere una vera e propria macchina fotografica su misura. Ricapitoliamo le nostre impressioni: non siamo scontenti del modello, in fin dei conti differente da quelli solitamente creati dalla Hasselblad, quando dalla strada che non si è voluta intraprendere creando un nuovo modello di sana pianta partendo da questa partnership con la Sony che poteva esprimersi, nel suo primo tentativo, in un frutto decisamente più interessante.

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