Il triangolo dell’esposizione: cos’è

di Valentina Cervelli Commenta

Viene chiamato così comunemente da fotografi esperti e neofiti: il triangolo dell’esposizione è quell’intervallo di esposizione, ISO, e apertura dell’obiettivo che consente di ottenere delle foto nitide e prive di problemi.

Detto in questo modo magari può non sembrare ancora chiaro. Possiamo dire che convenzionalmente il triangolo dell’esposizione ci indica i parametri da seguire per ottenere delle buone foto dal punto di vista tecnico. Quando noi scattiamo una foto, praticamente, catturiamocattraverso diversi passaggi, la luce che proviene dalla scena che si sta inquadrando. Se la luce è troppa la foto viene sovraesposta e troppo chiara, se è poca, è sottoesposta e di conseguenza troppo scura.

Questo ideale triangolo ha ad ogni apice un elemento: il tempo di esposizione, l’ISO e l’apertura. Sotto la parola apertura ovviamente si indica l’apertura del diaframma che si trova all’interno dell’obiettivo; il tempo di esposizione indica l’intervallo di tempo nel quale il diaframma che fa passare la luce rimane aperto e l’ISO è come sappiamo la sensibilità alla luce del sensore ( o nelle analogiche, della pellicola).

Conoscere il modo di far “interagire” questi elementi secondo il triangolo suddetto dà modo al fotografo di ottenere diversi effetti fotografici da gestire per ottenere diversi risultati. Diciamo che la sua gestione non è basata solamente su semplici calcoli aritmetici: se così fosse si riuscirebbero ad ottenere foto perfette semplicemente effettuando qualche conto. Nella realtà dei fatti il luogo, l‘illuminazione generale, la presenza o meno di polveri e posa e posizioni dei soggetti rientrano tra le innumerevoli variabili da tenere in considerazione.

Esempio: se si aumenta troppo l’ISO in una notturna pensando di limitare in questo modo l’esposizione, è meglio evitare: un trucco da “triangolo” del genere, che potrebbe funzionare in esterna giorno, è impensabile di notte con il troppo rumore che si verrebbe a creare nella foto. E’ tutta una questione di sensibilità, anche e soprattutto nella capacità analitica del fotografo.

 

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