Olivio Argenti – Atrapados

di Lorenzo Commenta

Olivio Argenti nasce in Italia nel 1955 e appena raggiunta la maggiore età emigra prima in Inghilterra, poi in America Latina (Ecuador e Venezuela).

Tornato in Italia nel 1990 si stabilisce a Roma dove per lavoro si occupa di problemi di sviluppo agricolo e comincia a viaggiare. Si avvicina alla fotografia nel 1995, prima per esigenze professionali, poi facendone una grande passione.

Il suo naturale spazio di fotografia lo trova nel reportage. Comincia dalla fotografia di strada in Tunisia (Traits d’union), poi in Azerbaijan ed Armenia dove rende testimonianza della situazione dei rifugiati della guerra del Nagorno-Karabakh.

Nel tempo si è interessato agli sport da combattimento, mettendo in piedi il progetto itinerante Lottatori e lotta, che l’hanno portato anche a far uscire due pubblicazioni,  Wrestling, Wrestlers.

Nel maggio di quest’anno ha dato alle stampe un nuovo libro di fotografie dal titolo Atrapados edito da Contrasto. Una pubblicazione patrocinata dall’UNICRI – United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute, che raccoglie gli esiti di una ricerca in Perù. Argenti dal 2006 al 2008 ha visitato nel paese centri di recupero per tossicodipendenti, case famiglia, carceri e centri per la salute mentale.

Il libro contiene anche le testimonianze dei soggetti fotografati e una serie di contributi sulla tematica della criminalità. Ne esce un ritratto della parte più nera e oscura della capitale peruviana, tra violenze familiari, guerre di bande ed abuso di droga.

Atrapados (che letteralmente significa ‘intrappolati’, ‘senza uscita’) ci consegna un ritratto senza veli della gioventù di Lima. La stessa con cui Argenti ha convissuto, compartendone le sofferenze.

Le sue fotografie sono state in questi giorni in mostra a Fotoleggendo a Roma, e potete vederle sul sito personale dell’autore. A questo indirizzo c’è proprio un bel slideshow (richiede flash player) di Atrapados.

Un bianco e nero ricco di ombre, uno stile diretto ed empatico. La fotografia di strada, con le sue imperfezioni legate all’attimo e poi una serie di ritratti che raccontano già tutto nella messa in posa dei soggetti.

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