Sei bello? Te lo dice Nadia, la nuova macchina fotografica

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La fotografia è un’arte e non basta mettersi dietro ad un obiettivo e scattare, per diventare dei grandi maestri. Lo sanno già moltissimi giovani che in questo periodo, complici i prezzi sempre più bassi e la tecnica digitale più facilitata, che si stanno accostando al settore. Chi ha molta esperienza, invece, ricorda come è stata dura imparare tutte le tecniche per essere sicuri di immortalare alla perfezione il soggetto di riferimento. Ma quante volte è stato forte il bisogno di avere qualcuno accanto che ci indicasse se la nostra istantanea necessitava di una correzione e come riprendere un paesaggio, ad esempio, o mettere in risalto un particolare del viso? Oggi questo problema potrebbe essere risolto grazie a Nadia, che non è una donna in carne ed ossa, ma una macchina fotografica ideata da Andrew Kupresanin, in grado di riprendere pure la percentuale di bellezza di quello che il suo obiettivo immortala. Non possiede alcun display, ma sarà possibile vedere soltanto un numero che cresce a seconda della precisione dello scatto. 5%, 22%, 85% fino al 100%, ma c’è da giurarci che questa piccola maestra tecnologica, non sarà molto generosa ad assegnare i propri voti.

Questo meccanismo, come è chiaro, si basa su di un algoritmo, AQUINE, Aesthetic Quality Inference Engine e, prima di appurare se sia valido o meno il suo metro di paragone, sicuramente bisogna ammettere che si tratta di una idea veramente utile ed originale. Insomma un altro “amico” virtuale che entrerà a far parte della vita delle persone, per aiutarle a migliorare le proprie performance in fotografia.

Tascabile, potrebbe essere il primo passo per un eventuale inserimento del sistema magari anche sui telefonini o sullo smartphone. Certo fino a quando si sceglie la macchinetta per valutare la propria bravura a riprendere l’orizzonte può avere senso, ma se si applica sulla propria persona, magari mentre si è particolarmente insicuri sul proprio fisico, per via di tutte le calorie ingerite, più che un aiuto la fotocamera potrebbe portare ad una seria depressione.

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