Il controllo della profondità di campo

di Francesca Spanò Commenta

La messa a fuoco è una operazione molto più semplice nelle moderne macchine reflex, poichè queste ultime danno la possibilità di controllare l’inquadratura alla massima apertura dell’obiettivo con il risultato di una visione più luminosa. Tali moderne fotocamere, sono realizzate in modo da chiudere il diaframma un attimo prima che si apra l’otturatore, ottenendo un ottimo risultato laddove non è possibile per l’occhio umano notare il variare della profondità di campo. La stessa come è ben noto, infatti,cambia con il variare dell’apertura.

Tuttavia, alcune macchine in commercio, o obiettivi facilmente acquistabili nei negozi di fotografia, possiedono al loro interno un dispositivo chiamato “controllo della profondità di campo”, che dona la possibilità al fotografo di valutare a livello visivo la zona di nitidezza al variare delle aperture. In questo modo, una volta valutata l’inquadratura a diversi diaframmi, si potrà capire quando si raggiunge la profondità di campo desiderata. Se il soggetto scelto è un paesaggio, ad esempio, la profondità di campo consigliata dovrà essere grande, con una nitidezza invariabile dal primo piano allo sfondo. Questo effetto si potrà ottenere scegliendo un obiettivo grandangolare, perchè a parità di diaframma presenta una profondità di campo superiore,selezionando un’apertura ridotta di circa f/11 o poco più e mettendo  a fuoco un terzo del fotogramma.

Una curiosità, a questo proposito, riguarda la stampa delle foto: la zona di nitidezza, infatti, apparirà più ampia in quelle piccole e meno negli ingrandimenti. Il nostro soggetto, in pratica, sarà perfettamente a fuoco in una immagine 10×15 e meno in una 40×50. In commercio esistono degli obiettivi che vantano la presenza di una scala di valori, accanto all’anello dei diaframmi, che si riferisce alla profondità di campo ad ogni valore f. Si tratta però di un elemento ormai sempre meno presente, soprattutto negli autofocus e negli zoom. Ci sono addirittura dei modelli che non posseggono affatto l’anello dei diaframmi, pur risultando delle ottime macchine fotografiche.

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