Tutti contro Lindsay Lohan: su Vanity Fair foto e confessioni

di Francesca Spanò Commenta

Il ruolo di cattiva ragazza se lo contende con Paris Hilton, ma Lindsay Lohan lo ha voluto davvero? Eppure il talento non le manca, ma presa com’è da mille scandali che suo malgrado la coinvolgono, non riesce da tempo a farsi notare per altri motivi. Alcol, droghe e furto la vedono protagonista mentre invece potrebbe essere una buona attrice e cantante. Adesso è il momento di confessarsi a Vanity Fair, mentre i fotografi la immortalano come sempre al massimo della sua bellezza.

Lindsay al magazine confessa che dopo l’estate, a ottobre, riprenderà in mano davvero le redini della sua carriera: “Voglio fare l’attrice e sono brava. Poi cosa ho fatto di terribile? Non ho fatto male a nessuno se non a me stessa“. Queste immagini sono le prime di una rinascita speriamo definitiva e sono state realizzate durante gli ultimi giorni agli arresti domiciliari, nella sua casa di Los Angeles.Il baratro lo ha conosciuto a partire dal 2007, da quando ha passato tanto tempo tra tribunali e centri per la tossicodipendenza, senza contare un incidente e due arresti. Pizzicata alla giuda ubriaca e in possesso di cocaina ha vissuto tra anni in libertà vigilata, con l’obbligo di seguire un programma per guarire dalla dipendenza da alcol e droghe e dieci giorni di volontariato nei servizi sociali.

Dopo è arrivata addirittura l’accusa del furto di una collana, ma in questo caso Lindsay proclama la sua innocenza: “Non ho rubato quella collana. Ho scelto di non dichiararmi né colpevole né innocente (nel sistema giudiziario americano si chiama no contest), altrimenti rischiavo di finire in prigione senza, lo ribadisco, aver fatto niente. Lei ha visto i miei gioielli: le sembra che abbia bisogno di andare in giro a rubare?. Finalmente posso uscire di casa, e inizierò subito a prestare volontariato al Centro di accoglienza femminile che si trova qui a Los Angeles. È un posto dove le donne possono cercare di ricostruire le loro vite. Peccato che non ci siano anche bambini: mi sarebbe piaciuto lavorare con loro, sono la mia passione”.

 

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